
Gli esami della gravidanza fisiologica sono una ventina, distribuiti in finestre precise di settimane: entro la 13ª il quadro di partenza con gli esami del sangue e l’ecografia di datazione, tra la 19ª e la 21ª la morfologica, tra la 24ª e la 28ª la curva glicemica, tra la 36ª e la 37ª il tampone per lo streptococco. Se rispetti le finestre sono tutti gratuiti, in esenzione. Le date esatte per la tua gravidanza le calcoli in un minuto con il regolo ostetrico online.
In breve — i punti chiave
- Le settimane si contano dal primo giorno dell’ultima mestruazione: è l’età gestazionale, la bussola di tutto il calendario.
- Il primo trimestre fotografa la situazione di partenza: gruppo sanguigno, infezioni, tiroide, più l’ecografia che data la gravidanza.
- La morfologica (19–21 settimane) e la curva glicemica (24–28) sono gli appuntamenti chiave del secondo trimestre.
- Il terzo trimestre prepara al parto: ecografia di accrescimento, esami pre-ricovero, tampone vagino-rettale.
- Nelle finestre giuste sono tutti in esenzione totale dal ticket (DM 10/09/1998 e DPCM 12/01/2017).
La prima ricetta della gravidanza somiglia a un elenco in codice: emocromo, TPHA, HBsAg, toxo-test, TSH. Dieci righe di sigle consegnate in un momento in cui le domande sono già tante. Questa guida le traduce una per una: cosa cerca ogni esame, quando va fatto e perché la settimana in cui lo fai non è un dettaglio.
1. Le settimane sono la bussola di tutto
La gravidanza si misura in settimane di età gestazionale, contate dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Non dal concepimento: quando il test risulta positivo, sei già “di quattro o cinque settimane” pur avendo concepito due o tre settimane prima. Su referti e richieste troverai la notazione 12+3: dodici settimane e tre giorni.
Ogni esame di questa guida ha una finestra espressa in settimane, e la finestra non è burocrazia: la translucenza nucale si misura solo quando il feto ha lo spessore giusto per essere letto, la curva glicemica intercetta il diabete gestazionale quando l’insulino-resistenza fisiologica raggiunge il picco, il tampone vaginale perde valore se fatto troppo presto. Per trasformare le settimane in date sul tuo calendario c’è il regolo ostetrico online: inserisci l’ultima mestruazione e ottieni il piano completo, anche in PDF.
2. Primo trimestre: la fotografia di partenza
Entro la 13ª settimana si fa il quadro completo. Gli esami del sangue e delle urine rispondono a tre domande.
Chi sei, dal punto di vista del sangue: gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto. Se sei Rh negativa, il Coombs cerca anticorpi che potrebbero reagire con il sangue del feto: si ripete alla 28ª settimana, quando si esegue anche l’immunoprofilassi anti-D che previene il problema nelle gravidanze successive.
Cosa hai già incontrato: rubeo-test e toxo-test dicono se sei immune a rosolia e toxoplasmosi. TPHA/VDRL, HIV, HBsAg e HCV cercano infezioni che, se presenti, si possono gestire per proteggere il bambino. Se il toxo-test è negativo — cioè non sei immune — si ripete ogni 4–6 settimane per tutta la gravidanza, insieme alle precauzioni su carne cruda, verdure mal lavate e lettiere.
Come stai adesso: emocromo, glicemia, TSH, transaminasi, esame urine con urinocoltura. Servono a intercettare anemie, disfunzioni tiroidee e infezioni urinarie silenziose, tutte cose che in gravidanza si trattano meglio se scoperte subito.
Tra 8 e 13+6 settimane arriva la prima ecografia: conferma che la gravidanza è in utero e vitale, conta gli embrioni e — soprattutto — data la gravidanza misurando l’embrione. Se la datazione ecografica non coincide con quella mestruale, da quel momento fa fede l’ecografia: tutto il calendario si ricalcola da lì.
Tra 11 e 13+6 c’è la finestra del test combinato: translucenza nucale più bi-test, lo screening per le principali anomalie cromosomiche. Dalla 10ª settimana, in alternativa o in aggiunta, il test del DNA fetale (NIPT) su sangue materno. Sono test di screening, non di diagnosi: stimano una probabilità, non danno certezze. Come scegliere tra loro merita un discorso a parte, ma è una scelta da fare presto, con la propria ginecologa.

3. Secondo trimestre: la morfologica e la curva
Tra la 16ª e la 18ª settimana c’è una visita di controllo con esame delle urine, il ritmo di fondo che accompagna tutta la gravidanza.
L’appuntamento che tutte aspettano è l’ecografia morfologica, tra 19 e 21+6 settimane: un esame lungo, sistematico, che passa in rassegna l’anatomia del feto — cuore, cervello, colonna, reni, arti — insieme a placenta e liquido amniotico. È l’ecografia più informativa della gravidanza, e la finestra è stretta per una ragione precisa: prima gli organi sono troppo piccoli per essere studiati bene, dopo il feto è troppo grande e “coperto” per mostrare tutto.
Tra la 24ª e la 28ª settimana, la curva glicemica (OGTT): si beve una soluzione con 75 grammi di glucosio e si misura la glicemia a digiuno, dopo un’ora e dopo due. Cerca il diabete gestazionale, che nella maggior parte dei casi non dà alcun sintomo ma, se ignorato, fa crescere troppo il bambino e complica il parto. Con fattori di rischio — familiarità per diabete, obesità, diabete gestazionale in una gravidanza precedente — si anticipa a 16–18 settimane e si ripete poi nella finestra standard. Nello stesso giro di prelievi: emocromo, ferritina ed esame urine.
4. Terzo trimestre: prepararsi all’incontro
Dalla 28ª settimana il calendario accelera.
- 28ª settimana: seconda tappa del test di Coombs per le donne Rh negative, con l’immunoprofilassi anti-D.
- 30–32+6 settimane: ecografia di accrescimento. Verifica che il bambino cresca sul suo percentile, misura il liquido amniotico e controlla dove si trova la placenta in vista del parto.
- 33–37 settimane: gli esami pre-parto, quelli che l’ospedale vorrà vedere al ricovero — emocromo, PT, PTT, fibrinogeno, HBsAg, HCV, esame urine. Sono il check di coagulazione e infezioni che permette, per esempio, di fare l’epidurale in sicurezza.
- 36–37+6 settimane: il tampone vagino-rettale per lo Streptococco di gruppo B. Un batterio innocuo per te, presente in una donna su quattro, che però al passaggio nel canale del parto può infettare il neonato: se il tampone è positivo, durante il travaglio riceverai una profilassi antibiotica che azzera quasi del tutto il rischio. È il classico esame che sembra marginale e non lo è.
- 38–40 settimane: visite di controllo settimanali.
- Oltre la 40ª: cardiotocografia e controllo del liquido amniotico ogni 2–3 giorni, finché il travaglio non parte da solo o si decide l’induzione, in genere entro la 41ª e qualche giorno.
5. Quanto costa tutto questo? Niente, se rispetti le finestre
Tutti gli esami di questa guida sono in esenzione totale dal ticket: li prevede il percorso della gravidanza fisiologica (DM 10/09/1998, allegato C, aggiornato dal DPCM 12/01/2017). La condizione è avere il certificato della ginecologa che attesta la gravidanza e l’epoca gestazionale: con quello, la richiesta riporta il codice di esenzione e gli esami non si pagano.
La richiesta la può fare la ginecologa o il medico di famiglia su ricetta dematerializzata. Nel Lazio la gratuità non decade se esegui un esame in ritardo rispetto alla finestra: le settimane indicate servono a fare l’esame nel momento in cui è più informativo, non a non perdere l’esenzione. Esami aggiuntivi per gravidanze non fisiologiche (gemellari, con patologie, con fattori di rischio) hanno percorsi ed esenzioni dedicati, da costruire con la propria ginecologa.
Le domande più frequenti
Serve la ricetta della ginecologa o basta il medico di famiglia?
Entrambi possono prescrivere gli esami del percorso nascita su ricetta del Servizio Sanitario. Quello che serve davvero è il certificato della ginecologa che attesta la gravidanza e le settimane di gestazione: è la base per il codice di esenzione sulla richiesta. Senza codice, il laboratorio applica il ticket.
Ho superato la finestra di un esame: lo pago? Posso ancora farlo?
Nel Lazio resta gratuito: basta il certificato della ginecologa, l’esenzione non decade se sei in ritardo sulla finestra. E quasi sempre l’esame va fatto comunque — la morfologica a 23 settimane resta preziosa. La finestra conta per il valore clinico del risultato, non per il portafoglio: alcuni esami fuori tempo perdono significato (la translucenza nucale dopo 14 settimane non è più misurabile), quindi se ti accorgi del ritardo chiama la tua ginecologa e decidete insieme come recuperare.
Il toxo-test va davvero ripetuto ogni mese?
Solo se il primo risultato dice che non sei immune. In quel caso sì, ogni 4–6 settimane fino al parto: la toxoplasmosi contratta in gravidanza è rara ma va scoperta subito, perché esiste una terapia che riduce molto il rischio di trasmissione al feto. Se invece sei già immune, il tema è chiuso alla prima analisi.
Le settimane giuste per la tua gravidanza le calcoli in un minuto con il regolo ostetrico online, e il PDF con tutte le date lo porti alla prossima visita. 👉 Prenota una visita: costruiamo insieme il tuo percorso nascita.